Perché leggere
Il carattere meridionale?

Questo libro affronta senza reticenze né moralismi un argomento cruciale, ma che molti evitano con cura: le differenze innate tra i popoli del mondo. Non le differenze fisiche, ma quelle di carattere che sono ben più importanti. Fa distinzione tra i popoli meridionali e settentrionali del globo e ne costruisce due stereotipi contrapposti. Ragiona quindi in modo approssimativo. Ma, dato che su questi argomenti nessuno oggi si azzarda a riflettere, una riflessione, anche approssimativa, sulle differenze di carattere porta in luce elementi nuovi, ma facili da verificare, che danno risposta a quesiti irrisolti ma molto importanti…

Perché a Nord ci sono le democrazie e a Sud tanti regimi autoritari? Perché l’inflazione è così comune nei paesi del Sud? e pure la corruzione?
Davvero andiamo verso un futuro luminoso in cui tutti i popoli del mondo adotteranno comuni valori di eguaglianza, libertà e democrazia, oppure tali valori non sono “universali” ma solo settentrionali?

Vengono persino in luce le cause del declino economico dell’Italia, come adeguamento ad un ambiente normativo sempre più “meridionale”.

L’elemento più qualificante di questa analisi è che per costruire i due stereotipi non si basa su ragionamenti complicati ma sulla logica semplice e forzante della selezione naturale che in migliaia e decine di migliaia di anni ha prodotto differenze innate tra l’indole individualistica e adattata a confrontarsi con la natura di popoli settentrionali vissuti molto sparsi su terre fredde ed ostili e quella più socievole e orientata a trattare con le persone di popoli meridionali adattati ad ambienti molto più densi di uomini.


Società A e società B

Tutte le grandi società hanno forma di piramide, come si vede bene nelle economie monetarie misurando i redditi individuali. Ma la piramide può nascondere due strutture sociali e morali piuttosto diverse.

Socievolezza meridionale e “corruzione”

Molti ritengono che la “corruzione” sia un grave ostacolo allo sviluppo economico. Si vede infatti che è più comune nelle società meridionali e meno sviluppate che non nelle settentrionali e meglio sviluppate…

La questione meridionale

Nel 1859 negli ambienti più realistici del Nord l’intenzione era di aggregare in un unico Stato solo regioni che si conoscevano bene tra loro: pianura padana e Toscana. Per cui, a parte le ambizioni dinastiche di Vittorio Emanuele II, a volere un’Italia unita erano soprattutto i mazziniani e non Cavour, che però si lasciò trascinare dagli eventi.

Un’analisi caratteriale della Pubblica Amministrazione italiana

Il sociologo trentino Franco Demarchi ha studiato estesamente i tratti caratteriali degli impiegati dello Stato, e in quelli meridionali ha colto gli stessi elementi di cui abbiamo detto qui, ossia la vocazione alle relazioni personali e il desiderio di sicurezza, con conseguente avversione alle alternative di lavoro rischiose ed «incerte»...




L'autore

L'economia immaginaria | Mario Fabbri | Ritratto


Biografia dell'autore

Mario Fabbri, studioso di scienze umane, nasce a Novara nel 1949. Dopo la laurea in ingegneria elettronica al Politecnico di Torino ed un MBA all'INSEAD di Fontainebleau, entra nel gruppo dolciario FERRERO in cui ricopre varie posizioni, arrivando fino ad organizzare una ditta interna per fornire servizi informatici alle aziende del gruppo.
Nel 1995 fonda a Torino, con altri due soci, DIRECTA SIMpA, pioniere mondiale del trading online sui mercati finanziari e tuttora leader del settore in Italia. Di essa è Vice Presidente.
Ha pubblicato presso RUBBETTINO, nel 2013 La fabbrica delle illusioni - Il falso sapere degli economisti smascherato nella storia dell'idea di capitale, e nel 2015 La rovina delle nazioni - Il crollo dell'impero romano, la scomparsa di Ittiti, Micenei e Maya, la decadenza italiana nel Seicento: cinque casi la stessa logica.